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ERRORE DELL’INPS? NON SI PAGA.

ERRORE DELL’INPS?  NON SI PAGA.

Se l’INPS versa al pensionato delle somme in più rispetto a quelle effettivamente dovute allora si pone il serio problema di sapere se quanto percepito in eccesso deve essere restituito.

La Suprema Corte di Cassazione risponde a tale quesito ribadendo quanto sancito dall’art. 52 della legge n. 88/1989.

In particolare, “le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori, in caso di errore di qualsiasi natura…, ma non si fa luogo al recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita prestazione sia dovuta a dolo dell’interessato”.

Pertanto, il supremo principio è la non restituzione delle pensioni percepite a eccezione del caso in cui il pensionato versi in mala fede.

In ogni caso, si deve anche ricordare che i pagamenti indebiti effettuati dall’Inps sono soggetti all’ordinario termine di prescrizione decennale.

In definitiva, trascorsi 10 anni dal pagamento, l’Inps non può più richiedere la restituzione della somma.

Concludendo, l’illegittima richiesta dell’INPS di restituzione di quanto corrisposto per un suo errore può sempre essere contrastata e opposta dal cittadino in buona fede, assistito dal proprio legale.

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