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MANTENIMENTO: LA MOGLIE INCASSA DAL DATORE DI LAVORO.

MANTENIMENTO: LA MOGLIE INCASSA DAL DATORE DI LAVORO.

IL CASO.

Il marito ‘dimentica’ di versare alla consorte l’assegno fissato dai giudici in sede di separazione della coppia.

La donna chiede tutela al Tribunale affinché il magistrato ordini al datore di lavoro del coniuge di trattenere dalla retribuzione dell’uomo la cifra prevista come mantenimento e di versarla direttamente a lei.

LA SOLUZIONE.

I Giudici della Cassazione hanno preso atto delle ‘dimenticanze’ dell’uomo.

Infatti, hanno verificato e riconosciuto tutte le difficoltà incontrate dalla madre a causa della poca attenzione mostrata dal padre inadempiente.
Nel caso di specie, l’uomo non non versava da mesi il previsto «assegno di mantenimento per le due figlie».

Tale elemento è stato ritenuto sufficiente per «imporre al datore di lavoro del marito l’adempimento diretto a favore della donna».

Pertanto, i Giudici hanno ordinato al datore di lavoro di «corrispondere alla donna la somma di 700 euro mensili» da prelevare direttamente dalla ‘busta paga’.

La decisione della Cassazione è anche una vittoria umana poiché «finalmente ogni mese la signora potrà garantire alle sue figlie il congruo mantenimento stabilito».

Decisiva l’applicazione del principio di cui all’art. 156 c.c..

Infatti, tale norma offre un utile strumento per «superare liti continue ogni mese» e per «chiedere che sia direttamente il datore di lavoro a pagare quanto stabilito nelle condizioni della separazione».

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